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Ok, ci siamo lasciati alle spalle un anno pressoché di merda e abbiamo tutti quanti festeggiato il fatto di essere 365 giorni più morti. Qualcuno pensa che capodanno sia il compleanno di ogni uomo. È semmai vero il contrario. Il 31 dicembre è il compleanno della morte. C’hanno provato in molti ad avere l’esclusiva sull’apocalisse, ma finora i bookmakers dei Maya sono quelli che stanno battendo cassa. Certo, possiamo sempre sperare in un futuro migliore, ingozzarci di nostalgia e bei ricordi del passato oppure soffocarci di buoni propositi per l’anno venturo, ma la verità è che il 2012 sarà un anno potenzialmente di merda. Questa è pressoché l’unica certezza che abbiamo. Oltre al fatto che il discorso di fine anno di Monti rende i Maya una semplice emicrania.

Ok, ci siamo lasciati alle spalle un anno pressoché di merda e abbiamo tutti quanti festeggiato il fatto di essere 365 giorni più morti. Qualcuno pensa che capodanno sia il compleanno di ogni uomo. È semmai vero il contrario. Il 31 dicembre è il compleanno della morte. È un po’ il senso di ogni festa, ovvero l’esorcismo di un trapasso, una sorta di piccola-grande danza macabra, un carnevale dell’anima. E nel frattempo mandi a puttane il tuo corpo in coma etilici sociali dettati da conformismi ebeti e analfabetismi esistenziali-sentimentali irresponsabili. Insomma, ti tuffi nel bordello della simulazione di una piccola morte per scongiurare quella definitiva, oltre la quale nessuno sa con esattezza cosa ci sia. Rischi di finire contro un platano o a smaltire la sbornia del giorno dopo senza preoccuparti dell’insorgere lento e progressivo della tua infezione venerea. Quando si dice chi ben comincia.

Laurie-Lipton-Danse-Macabre

A proposito di morte definitiva, noi tutti abbiamo sentito parlare dell’imminente apocalisse. I bookmakers dei Maya hanno dato la fine dei giochi per il 21 dicembre 2012. Tutto questo un casino di tempo fa. Non potevano sapere che molti altri tizi dopo di loro c’avrebbero provato ad avere l’esclusiva. Da Harold Camping a Nostradamus, dalla Chiesa Cattolica alla gallina profetica di Leeds, da Gioacchino da Fiore al reverendo Wesley. Ma niente da fare. L’apocalisse, quella vera, è tardata a venire, collezionando una serie di falsi allarmi più o meno sponsorizzati da qualche massa di idioti. Al giorno d’oggi la storia del 2012 è una barzelletta che produce pure un certo business. Psicologi della massa sguinzagliati per scoprire l’origine di questo germe virale, come se non fosse bastato il 2011. Voglio dire: lo tsunami in Giappone, Fukushima, la crisi economica mondiale, il rischio incombente del crollo dell’Euro, la bancarotta globale, l’uragano Irene, i massacri nel Nord Africa, ovvero la cosiddetta “Primavera Araba”, la macelleria di piazza Tahir, la Siria, la minaccia della guerra in Iran, e i vostri prossimi stipendi. Davvero crediamo che sia possibile migliorare il record?
So che è un po’ banale dirlo, ma a conti fatti, se il 2012 sarà tale e quale all’anno precedente, se non un 2011 ancora più cazzuto, allora c’è da sperare che i Maya non siano stati solamente degli idioti megalomani da predire il futuro senza nemmeno concepire l’utilità della ruota (pur essendo il loro calendario di forma circolare). Che il 2012 sarà un anno potenzialmente di merda è, finora, la nostra unica certezza. E, indovinate un po’, strano ma vero, sarà ugualmente di merda, se non di più, anche senza Berlusconi. Non so se ci avete fatto caso, ma fino a qualche mese fa la cosa si sarebbe detta impossibile. Oggi invece il discorso di fine anno di Monti rende i Maya una semplice emicrania.

Palermo - Trionfo della Morte

Ma c’è stato qualcuno che c’ha provato a vederci del buono in questo 2011. L’altro giorno sento in radio questa specie di lista di “cose belle”: l’uscita del nuovo iPad, le medaglie d’oro dello scherma italiano, il ritrovamento della salma di Mike Bongiorno, la morte di Gheddafi, il successo di Fiorello (esticazzi) e poi Twitter. Cazzo c’entra Twitter e cosa voleva significare esattamente non lo so. Ah, e poi il matrimonio del Principe William con Kate Middleton. Per un attimo ho pensato ad una presa per il culo. Mi aspettavo da un momento all’altro “il porno di Belen Rodriguez”, peraltro una delusione pure quella, e invece niente. Come se tale listarella potesse in qualche modo pareggiare i pensionati che vanno a rubare il cibo dai supermercati, piuttosto che la morte di Cita. Anche da questo punto di vista, ovvero i decessi delle star, il 2011 è stato pessimo, cioè ricco: Steve Jobs, Amy Winehouse, Marco Simoncelli, Osama Bin Laden, Tura Satana, Peter Falk, Bubba Smith, Sergio Bonelli, Nate Dogg, l’orsetto Knut, Sexy Cora, Kim Jong-il, Don Verzé. Voglio dire: se Lele Mora si fosse veramente suicidato almeno si sarebbe chiuso in bellezza. E invece dobbiamo aspettare il 21 dicembre 2012 quando nessun ex tronista potrà guadagnarsi l’inquadratura di una telecamera.

Cosa ci volete fare? L’ottimismo passa anche per la nostalgia del nulla. Ma l’ottimismo, come si sa, fa molte più vittime del pessimismo. Essere pessimisti, dopo un po’, non è poi così male. Ma quando si è pessimisti, una volta giunti a capodanno, si deve fare i conti con i paradisi-parodia dei classici buoni propositi per il futuro. Ieri mi sono imbattuto in un aforisma del solito Oscar Wilde. Diceva: «I buoni propositi per l’anno nuovo sono solo assegni che gli uomini versano in una banca dove non hanno nemmeno un conto». La trovo una frase sensata oltre che compatibile con tutti coloro che vanno in Chiesa. Per quest’ultimi è capodanno ogni domenica. Voglio dire: pregano a fondo perduto. Con la differenza che buona parte di questa gente soldi veri ne versa davvero. Otto per mille e qualche volta anche di più. Dio è onnipotente e ti ama ma ha anche bisogno dei tuoi soldi, sembrano volerci dire i suoi burocrati, non sta scritto nella Bibbia ma implicitamente ce l’hanno fatto credere. Ebbene, nel 2012 il 99% delle persone avrà meno soldi di prima. Meno anche rispetto al 2010 e così via. Se invece rientrate nell’altro 1% in fondo lo sapete anche voi di far parte di una categoria di figure porche. Sono giunto a parlare di soldi non per venialità ma per chiudere il discorso. I soldi non fanno davvero la felicità, dice qualcuno. Può darsi, ma i soldi determinano il futuro. Il tempo è denaro e il nostro potere d’acquisto è stato negli anni drasticamente diminuito. Senza soldi un domani non ce l’hai a prescindere. I Maya potrebbero, in fondo, aver sbagliato di poco. Voglio dire, ognuno faccia i propri calcoli. Dopodichè risponda a questo spicciolo sondaggio: quanti di voi, una volta compiute le vostre valutazioni, preferirebbe schiacciare il pulsante dell’autodistruzione totale anche prima del fantomatico 21 dicembre prossimo, in culo ai Maya, anziché augurarsi un nuovo 2011 al quadrato?

self destruction button - Laurie Lipton

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One thought on “00/00/2012

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