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Ho sempre pensato all’esterofilia in Italia come ad una manifestazione dell’ignoranza dei provinciali. Un qualcosa che proviene dall’animo profondo di un popolo affetto da un cronico senso di inferiorità. Bene, la prossima volta che sentite lezioni morali provenire dall’estero, specie dai superbi francesi, a proposito di politica, potere e carnazza, ricordatevi di questo agile prontuario. Il paese è quel paese che è, inutile negarlo. Ma è altrettanto vero che tutto il mondo è paese. Francia compresa.

Italiani popolo di porcelloni. Vero. Non ce ne accorgiamo di certo oggi con Berlusconi o Marrazzo. Solo che una certa stampa illuminata, e di conseguenza una buona fetta dell’opinione pubblica, ancora più illuminata, ha più di qualche interesse nel sponsorizzare il nostro paese all’estero schiacciando il pedale della moralità, come se certe cose accadessero solo, o soprattutto, qui ed ora. Sesso e potere, mignottocrazia, mercificazione del corpo della donna: una serie di luoghi comuni reali ma banalissimi che hanno a che fare con la politica tanto quanto, o forse più, della critica di costume. Escort, trans, minorenni: un parlamento che va a troie in un paese a (o di?) puttane. Grazie ad una tale caricatura, emorragica e di comodo, mezzo mondo, secondo alcuni italiani che se ne intendono, ci ride dietro. Come se i nostri costumi fossero la prima preoccupazione di americani, tedeschi e spagnoli. Ad ogni modo io credo che, se questa è la moneta corrente, sarebbe anche ora di ricambiare il favore: una rivincita dei nerd. Questa volta a fare la figura dei mandrilli buzziconi non siamo noi ma loro, i cugini d’oltralpe, i rompimaroni con la “evve moscia”. I francesi. Avremmo dovuto aspettarcelo da una nazione che ha dato i natali a De Sade e Rebelais.

Siccome il passato non vale, tra milioni di esempi tratti dalla storia, dalla politica, dal cinema, per informare gli italiani che quello che fa Berlusconi è un clichè piuttosto comune e niente affatto una depravazione cronica eccezionale (ma non per questo da lasciar passare come fosse acqua fresca), occorre interrogare il presente. Ecco la Francia dei Lumi giungere in nostro soccorso. Esplode il caso Strauss-Kahn, uno sporcaccione, ma soprattutto uno sporcaccione di una certa risma. Parliamo di Fondo Monetario Internazionale, mica cazzi. Ebbene, il nostro magnate, peraltro di area socialista, la gauche francese che vorrebbe tornare al potere, avrebbe voluto farsi una cameriera di un albergo di New York prendendosela con la forza. Per questo finisce in carcere e non importa quanto di lusso (siccome gli americani vengono sponsorizzati come degli austeri ed inflessibili bigotti): per l’economista è comunque il capolinea. Ora il punto non è quello di soppesare i peccati veniali del francese con quelli del nostro Berlusconi, da una parte uno stupro, dall’altro uno stile di vita borderline, né di rimarcare la recidività di Strauss-Kahn, il quale non è la prima volta che viene pizzicato in simili vicende – nel 2008 diede scandalo una sua relazione con una dipendente, Piroska Nagy – poiché l’intenzione di questo intervento non è politica, e cioè quella di edulcorare le colpe del Premier (cosa cavolo me ne frega?), ma di esporre i fatti così come sono per trarre delle diverse conclusioni e, naturalmente, per dare il benservito alla spocchia francese oltre che ad una fetta d’Italia un poco sprovveduta ma che malgrado tutto si crede di aver capito tutto dalla vita.

Ora sotto i riflettori di mezzo mondo ci sono loro, i cugini d’oltralpe, prova del fatto che ogni tanto la ruota gira. E se la vicenda Strauss-Kahn non vi basta, allora si può sempre fare riferimento a dell’altro. Ai tempi con il divorzio con Cécilia, a Sarkozy fu attribuito un figlio illegittimo con Anne Fulda, giornalista del quotidiano Le Figaro. Erano i tempi in cui il nuovo Napoleone, al quale era stato pure attribuito un flirt con Cluade Chirac, figlia proprio di quel Chirac lì, faceva breccia nel cuore di Carla Bruni. Gossip politico? Niente di nuovo sotto il sole. Nel ’94 l’ex presidente della Repubblica François Mitterand confessava di aver avuto una figlia al di fuori dal matrimonio, Mazarine, nata nel ’74 da una relazione con Anne Pigeot. La figlia viene riconosciuta vent’anni dopo, meglio tardi che mai. Ma ha fatto di meglio un altro Mitterand, il nipote Frederic, Ministro della Cultura e della Comunicazione. Con lui le cose si fanno più pruriginose. Nel 2005 scrive questo libro autobiografico, La Mauvaise Vie (“La Vita Cattiva”), nel quale parla anche della sua passione per i “giovani ragazzi”, specie tailandesi, che ha amato frequentare nei suoi viaggi all’estero. Mitterand, che tra le altre cose si è sempre distinto per la propria campagna in difesa del regista Roman Polansky, accusato di aver violentato una tredicenne nel ’78, scrive: «avevo l’abitudine di pagare ragazzini», «il rito del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitava enormemente», «l’abbondanza di ragazzini bellissimi e subito disponibili me li faceva desiderare», malgrado la consapevolezza dei «sordidi dettagli di questo traffico» di giovane carne umana: «il denaro e il sesso, sono il cuore del mio sistema». Il Ministro della Cultura fa comunque sapere al tg nazionale delle 20 (8 ottobre 2009) che le sue dichiarazioni non vogliono essere un’apologia al turismo sessuale né alla pedofilia. Poi ammette: «È vero, ho avuto delle relazioni a pagamento con dei ragazzi ma non bisogna confondere la pedofilia con l’omosessualità». Alla faccia… Poi aggiunge che forse si tratta di «relazioni sbagliate ma non crimini». L’importante è aver riconfermato la fiducia di Sarkozy. Vengono raccolte delle firme per una petizione. Viene invocato l’allontanamento dal governo. Credete che si sia dimesso? No, nemmeno dopo una nuova “quisquilia”. Mitterand viene accusato di aver testimoniato a favore di due presunti stupratori. A Parigi giunge questa lettera pubblicata da un quotidiano de La Reunion, Oceano Indiano, nella quale il futuro Ministro avrebbe garantito la moralità di un paio di giovani imputati al processo d’appello per stupro collettivo di una ragazza di 16 anni nell’isola francese al largo del Madagascar. Uno dei due imputati, figlio della sua ex truccatrice, sarebbe un suo figlioccio. I due uomini erano stati condannati in primo grado a pene tra gli 8 e i 15 anni di carcere.

Basta così? No. Dopo il siluro Strauss-Kahn, ecco arrivare le dimissioni fresche fresche di Georges Tron, 53 anni, sposato e padre di tre figlie, Viceministro della Funzione Pubblica, è stato denunciato per molestie sessuali da due dipendenti di 34 e 36 anni del municipio di Draveil, poco fuori Parigi. La procura lo ha accusato e il premier Fillon lo ha costretto alle dimissioni. La sua difesa: avrebbe massaggiato i piedi delle due dipendenti per uno «scambio di conoscenze di tipo scientifico». Tron è il sesto ministro costretto alle dimissioni in neanche 12 mesi: prima di lui, per ragioni diverse, hanno dovuto lasciare il governo Christian Blanc (12 mila euro di sigari a carico del contribuente), Alain Joyandet (noleggio di un jet privato a 114 mila 500 euro), Eric Woerth (affare Bettencourt, tangenti), Michèle Alliot-Marie (vacanze in Tunisia mentre divampa la rivolta) e Brice Hortefeux (condannato per frasi razziste). Ohibò. Improvvisamente scopriamo un mondo di scabrosità e corruzione anche nella perfetta ed invidiata Francia. Domanda: queste cronache sono giunte in Italia invadendo i nostri palinsesti? No. E mentre metà l’Italia dovrebbe fare anche i conti con quanto accade all’estero, giusto per recuperare le proprie funzioni raziocinanti, ecco che tra le antiche frequentazioni di Dominique Strauss-Khan spunta quella della pornostar nostrana Natasha Kiss (settimana piccante in un club privè di Parigi).
In un mondo dove tutto fa brodo, dove l’opinione pubblica è un immondezzaio, poco importa, come avviene da noi, distinguere il vero dal falso, le boutade dai fatti concreti. La cronaca si mischia con il gossip, il gossip con i tribunali, i tribunali con la politica, la politica con i rotocalchi, i rotocalchi con i salotti intellettuali, gli intellettuali con le sciampiste, eccetera, eccetera. Tuttavia è bene apprendere un dato di fatto, che il trash non è democratico. Se italiano è di gran lunga più spendibile ed esportabile. Chissà perché.

Eppure ci vorrebbe poco, davvero poco, per venire a sapere che più di qualche presidente americano c’aveva l’amante, ancor prima della faccenda Clinton-Lewinsky e che decine di politici in tutto il mondo vengono beccati in scandali sessuali, corruzione o quant’altro. Quotidiana routine. C’è il vicepremier serbo, Vuk Obradovic, che nel 2005 viene accusato di molestie ai danni di una collega. C’è il presidente dello Stato d’Israele, Moshe Katsav, che nel 2007 viene accusato dalla polizia di violenze sessuali, intercettazioni illegali e frodi. C’è il senatore dell’Idaho, Larry Craig, che nello stesso anno viene arrestato per aver cercato di fare sesso con un poliziotto in borghese in un bagno pubblico. C’è il governatore dello stato di New York, Eliot Spitzer, che nel 2008 viene sorpreso a frequentare squillo d’alto bordo (si dice “escort” anche in America?). C’è il Ministro degli Esteri finlandese, Ikka Kanerva, che nello stesso anno viene beccato a mandare sms porno ad una spogliarellista. C’è il Ministro della Salute della Malaysia, Chua Soi Lek, che sempre nel 2008 viene sorpreso in un video nel quale era intento a copulare con una sconosciuta. C’è il Ministro della Sanità del nuovo Galles del Sud, John Della Bosca, che nel 2009 viene smascherato dal Daily Telegraph con l’amante. C’è il governatore dello stato indiano dell’Andhra Pradesh, Narayan Dutt Tiwari, che nello stesso anno viene apprezzato in un video a luci rosse diffuso dalla televisione locale. C’è il Ministro degli Interni, Jacqui Smith, che sempre nel 2009 viene scoperta ad acquistare due film porno con i soldi pubblici (in realtà dietro c’era lo zampino del marito). C’è il primo ministro dell’Irlanda del Nord, Peter Robinson, che nel 2010 scopre di essere cornuto (sua moglie andava a letto con un diciannovenne). C’è il ministro australiano, Paul McLeay, che nello stesso anno viene sgamato a navigare in internet tra siti porno e d’azzardo. E per finire ci sono i due membri del Partito Nazionalista Turco, Ihsan Barutcu e Bulent Didinmez, che nel maggio di quest’anno sono stati scoperti, tramite la diffusione di un video a luci rosse, di aver fatto sesso in una stanza d’albergo con due giovani studentesse, forse minorenni. Solo una questione di politica? Nemmeno per sogno. C’è il direttore del balletto del Teatro Bolshoi di Mosca, Gennadi Yanin, che viene pizzicato in alcune foto di un sito erotico. C’è il guru indiano, Swami Paramahamsa Nithyananda, beccato in un video a luci rosse con due attrici. C’è la figlia quattordicenne di un generale Isreaeliano che si fa un’intera compagnia (35 uomini)… C’è di tutto (non ne parliamo nel mondo dello spettacolo, dello sport, della Chiesa…). Basta guardare oltre il nostro naso.

Morale della favola? In un’Italia scandalofila ma scandalofaga, al limite della bulimia, dove una certa stampa  vorrebbe far implicitamente intendere che nessuno di sinistra si sarebbe mai scopato Ruby, certi episodi al di fuori dei nostri confini potrebbero, e forse dovrebbero, far riflettere. Certo qui da noi esiste un’anomalia: non si dimette nessuno. Ma è anche vero che se l’Italia è quel paese di merda che è, è altrettanto vero che tutto il mondo è paese.
Insomma, quello che voglio dire è che la carne è debole, oggi come ieri e come lo sarà domani, in qualsiasi latitudine, che si tratti di Italia, Francia, Stati Uniti o Filippine. Stiamo sempre parlando di soldi e carnazza, sesso e potere. Speriamo che certe cronache servano da lezione a chi ad un certo moralismo piatto mischia il solito esterofilismo ebete e provinciale. Ma siccome conosco i miei polli, così come la loro scema sicumera, so che questo non succederà. Viva l’Italia.

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One thought on “S.P.Q.F: Sono Porci Questi Francesi (ma non solo loro)

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