Home

Non se ne può più dell’accanimento contro Berlusconi, dell’incoerenza e della pericolosità dell’antiberlusconismo virale, che non sa nulla di politica, quella che conta davvero, non quella improntata sulle filastrocche della giustizia e delle leggi ad personam, che non discute di temi veri, che ignora ciò che avviene fuori dal nostro pollaio ma che ci riguarda da vicino, sacra Costituzione compresa. Per questo dico di lasciar perdere. Lasciate fare a Berlusconi quello che vuole e ne pagherà le conseguenze. Perché non si può far credere che l’Italia e la nostra democrazia dipendano da quest’uomo. E poi sarebbe un errore storico ammazzarlo in tribunale e non nelle urne. Ma è un azzardo scommettere sull’intelligenza di chi della propria intelligenza ha una considerazione così alta solamente perché contempla ed aborra quello che dice e fa l’uomo più votato dagli italiani.

Salvate il soldato Berlusconi. Liberatelo, lasciatelo perdere. Tutta questa storia dei processi, della giustizia, delle leggi ad personam, basta. Davvero. Tale è l’impazzimento generale, il livello di distorsione e percezione della realtà che mi porta a dire questo. Diamo a Berlusconi quel che vuole. Il processo breve? Ok. L’impunità? Va bene. E non mettiamoci a piangere e a blaterare che in questo modo si minano le fondamenta civili di questo paese. Quelle sono già andate da tempo e non per causa di Berlusconi. Inoltre è da idioti credere che al suo destino sia legato quello del paese e del suo popolo. E difatti detronizzando Berlusconi, come tutti sanno, persino quelli che lo vorrebbero appendere in Piazzale Loreto anche adesso, le cose, nella sostanza, non migliorerebbero, se non per un mero un fatto estetico. L’involucro legittimante che serve a rivestire un potere politico che di legittimo non ha quasi nulla. Perché anche l’ultimo scemo del villaggio ha capito che senza un’alternativa, senza un progetto che possa supplire il vuoto che prende il nome di “post-berlusconismo”, non si va da nessuna parte. Perché se mandare a casa Berlusconi significa darsi ciecamente a qualsiasi governo che non sia del Cavaliere, ma altrettanto complice degli scempi economici, altrettanto suddito di un’Europa vampira e necrofila, altrettanto prono ai mercati finanziari, ai dettami diplomatici esteri, alla tirannia energetica, allora, beh, cari antiberlusconiani fatevene una ragione: si finisce tutti dalla padella alla brace. Per questo, in un certo senso, squallore per squallore, voi che avete fatto di Berlusconi una ragione di vita, voi che campate sulla pelle di questo uomo malato, sui suoi scandali, sulle sue puttane e puttanate, dovreste augurargli lunga vita. Non solo ad Arcore, ma anche in Parlamento.

Ora, perché dico questo? Perché sono cinico? Perché sono berlusconiano? Perché ho perso la ragione? No, perché con questa provocazione intendo far riflettere, e perché ho la presunzione di credere di vivere un incubo vivido che oramai sta intossicando in modo irreparabile questo paese. Perché essere convinti che Berlusconi sia la chiave di tutto è da ingenui ed è francamente, nel 2011, inaccettabile. Perché non si può ridurre la politica italiana ad un uomo. E soprattutto perché non si può più accettare il fatto di aver ridotto la nostra democrazia ad un referendum pro o contro la persona di Berlusconi che non merita nemmeno la metà dell’attenzione che gli stiamo riservando. Per una questione di buon gusto, di buon senso e di una sacrosanta, obiettiva e pertinente analisi della realtà. Berlusconi ha in mano un potere decisionale infinitesimale rispetto a ciò che politicamente, economicamente e anche culturalmente sta avvenendo non solo in questo paese (siate meno pronvincialotti) ma nell’intero continente, in Occidente, nel mondo. Poi certo, Berlusconi fa un uso padronale dello Stato e delle sue istituzioni, un qualcosa che va contro ogni principio democratico. Ma ditemi voi che senso ha parlare di rispetto della Costituzione quando questa è oramai carta straccia se comparata ai trattati europei che falcidiano libertà e servizi, con i patti economici che dilapidano le nostre risorse, con le politiche dei poteri centrali che si sono appropriate delle sovranità delle singole nazioni e dei nostri bilanci, compreso il nostro? Che senso ha continuare a propinare la filastrocca di Silvio Berlusconi che viola ogni procedimento legislativo quando queste leggi sono subordinate da giochi speculativi abnormi e di cui nessuno fa caso? E perché continuare a rimirare il nostro cortiletto, farcire la nostra informazione di particolari inutili a proposito della nostra politica interna, puerile ed ininfluente, con fare maniacale ed ipertrofico, quando le decisioni politiche fondamentali vengono prese altrove e da personaggi che la gente non conosce? E quindi perché dannarci in questo modo e difendere a spada tratta questa informazione che disinforma e vive, perché siamo noi a volerlo, di dosi settimanali di intossicazione, di particolari scabrosi, di false notizie, di spettacolarizzazione del dolore, di dibattiti per microcefali e di intercettazioni estorte e pubblicate illegalmente?

E poi è una questione di logica. Lo si vuole processare quando invece lo si vuole assolutissimamente condannare. Un paradosso kafkiano, del quale ho già parlato. Una giustizia di facciata, la vostra, che per forza di cosa deve arrecarsi un compito politico che non le compete. E facendo così si dà implicitamente ragione a Berlusconi quando invece ha torto marcio. L’altra sera Travaglio, il vostro santone, ha detto che non c’è bisogno di processare Berlusconi. È inutile. Proprio così, l’ha detto per davvero: l’uomo che ha fondato l’antiberlusconismo giudiziario. Perché ha lasciato intendere che, malgrado qualsiasi sentenza (compresa la prescrizione o l’assoluzione), tutti sanno com’è andata la storia. E quindi a qual proposito continuare con questa tiritera? Proprio così: il vostro obiettivo l’avete già raggiunto, ovvero la damnatio memoriae in corpore vili. Oramai l’antiberlusconismo è un fatto metafisico, cosmico. Berlusconi è un corpo del reato a prescindere. Il fatto di esistere, di essere ancora qui sulla cresta dell’onda ed alla guida del nostro paese, il fatto stesso che respiri, è un delitto, un misfatto, una vergogna da estinguere con ogni mezzo. E questo cosa è stata somatizzata dal popolo italiano, tanto che si è arrivati al punto che tutto questo marciume o viene accettato (“ma sì, va là, così fan tutti”) o stolidamente negato (“no, non è vero, questa è un complotto dei comunisti”) da coloro che in Berlusconi conservano una fede ed una fiducia che nulla ha a che fare con la ragione ma con la sfera dell’irrazionale. Perché Lui non è più un uomo, ma un fenomeno. Un divismo duplice: sia taumaturgico (“Per fortuna che Silvio c’è”), sia mefistofelico (Santoro, Travaglio, film, documentari, editoria, riviste, giornali, web…). A questo siamo arrivati.

E quindi avete contato i giorni che separavano Berlusconi dal tribunale, finché non si è presentato come avete voluto voi in aula (“fatti processare”). E quindi lui, conscio di avere a disposizione l’ennesimo pulpito gratuito, telecamere e microfoni puntati, si è potuto esibire nei propri monologhi, nei propri spot propagandistici, amplificati da tutti i giornali e tutte le televisioni. Ma cos’altro ci si poteva aspettare? Ora sarete contenti. E ha poi replicato il medesimo show a Lampedusa, dove sempre voi vi siete prodigati nel denunciare la situazione, giusto per picconare il governo. E quindi eccolo Berlusconi, comparire nei luoghi dei disagi come un balsamo curativo. Ditemi, non c’era da aspettarselo? Perché invocarlo se lo odiate? Perché questa continua masturbazione? E voi, in tribunale come nell’isola, avete assistito allo spettacolo con voyeristico e morboso trasporto. I volti indignati, il sangue che vi frigge, il vostro ego civile in erezione… Non vi rendete conto della vostra comica protervia? Ma soprattutto, ancora non avete capito che fate parte dello show? Del suo show? Siete delle comparsette, delle creaturine del berlusconismo tanto quanto le vallette scosciate delle sue televisioni, tanto quanto i suoi avvocati vampiri, tanto quanto i suoi scherani pidiellini ed i suoi lacché leccaculo che lavorano nei giornali e nei tg. Fate parte del gioco e Lui, l’Innominabile, lo sa. Perché ha bisogno di voi tanto quanto dei voti delle casalinghe, dei trogloditi e di tutti gli esseri da voi ritenuti inferiori di cui siete l’insignificante controparte: la faccia della stessa medaglia.

Quindi, quello che dico io è: lasciatelo in pace. Berlusconi libero. Dategli quello che vuole e che sia finita. Perché non si deve commettere l’errore storico di far capitolare politicamente Berlusconi in seguito ad una sentenza. Non sia mai! In questo modo gli annali vergheranno il fallimento del popolo italiano, la pietra tombale sulla politica di questo paese. Berlusconi non va ammazzato ma biodegradato. L’Italia deve essere in grado di debellarlo da sé, con i propri anticorpi, altrimenti si tratta di un fallimento che verrà scolpito nella nostra memoria. E poi avete idea del martirologio postumo che si verrebbe a creare all’indomani di una caduta di governo? I rimpianti, la nostalgia, la rivendicazione: avete idea della persecuzione e della mitologia post mortem che quest’uomo sarebbe in grado di elaborare una volta perso il potere a causa di un tribunale? Voi volete davvero che tutto questo accada mentre sale al potere un governo che non potrà essere migliore del precedente, che non potrà fare nulla a proposito di tagli e bilanci, tasse e stipendi, economia e servizi, leggi e immigrazione, energia e politica estera? Volete davvero passare per fessi? E che ne sarà della vostra vita, del significato della vostra esistenza una volta che Lui, l’Orco cattivo, non ci sarà più? Che senso avrà morire antiberlusconiani senza Berlusconi? E come ci si sentirà nell’essere partigiani del nulla, di una causa senza senso, burattini di un potere altrettanto acefalo che ci distruggerà tutti?

Sia ben chiaro che dico tutto questo aborrendo Berlusconi e chi lo vota, ma per motivi ed argomentazioni che solo in parte concordano con le vostre ragioni (a mio modo di vedere sesquipedali ma in un certo senso spicciole). Quindi non si tratta di fargliela passare liscia. Io stesso avrei preferito vederlo in galera e non in Parlamento. Ma ora non più, troppo tardi. Avrebbe avuto senso un decennio fa, o magari tra qualche anno, in seguito alla sua morte politica (ad andare in galera dev’essere il Berlusconi cittadino, non il Berlusconi premier). Ora il paradosso è tale, la situazione è talmente falsata dal (anti)berlusconismo di massa, da una psicologia collettiva distorta, che da un certo punto di vista è meglio che Berlusconi rimanga in auge fintanto che ce la fa. Perché se deve cadere che il patatrac avvenga per carenze politiche proprie o per i meriti di un’opposizione politica meritoria, non per scortaioie giustizialiste. Altrimenti che porti pure a termine il proprio avvilente mandato e che tale governo venga scolpito nella memoria di tutti per gli scempi compiuti. Oramai versiamo in torbide acque, in una palude emorragica che non potrà peggiorare più di tanto la situazione per un ultimo scampolo di governo Berlusconi. È questo quello che la gente non vuole capire. Qualsiasi malefatta, qualsiasi scelleratezza compiuta da questo governo può essere cancellata alla prossima tornata elettorale. Ma perché questo avvenga occorre costituire un’alternativa che non si dimostri solamente bastian contraria al Cavaliere ma che proponga un nuovo modello dettato dai bisogni della gente. Invece l’impressione e l’esperienza dicono che questa alternativa non c’è, ma che galleggia solamente per il fatto di ritrovarsi a fare “opposizione” a Berlusconi. Una volta che questa “opposizione” sale al potere… vabbé, sapete già come va a finire. E se non lo sapete probabilmente significa che l’ultimo scemo del villaggio è in realtà il penultimo.

Annunci

2 thoughts on “Silvio Berlusconi libero!

  1. Solo uno è il mio timore e cioè che il mito “dell’opposizione inesistente” sia solo l’ennesimo inscatolamento a cui ci stiamo destinando. L’antibeslusconismo è un circolo vizioso e fa parte del giochino? Sì. Che non lo sia anche l’anti-antiberlusconismo?

    • questa cosa l’ho pensata anch’io più volte, ma se da una parte non mi riesce di essere antiberlusconiano, nel senso proprio del termine, ma al massimo un “deberlusconizzato”, dall’altra ho maturato questa convinzione. questa sorta di anti-antiberlusconismo potrà anche fungere da automatismo ma non è funzionale ad una determinata cifra ideologica o addirittura psicologica collettiva (come lo è molto spesso l’antiberlusconismo). è invece parte di tutt’altra lettura della realtà. questo mio anti-antiberlusconismo non serve a scagionare proprio nessuno, tantomeno berlusconi, ma una certa lucidità intellettuale che manca. se non si versasse in questo stato, se non ci fosse l’europa a fare il bello ed il cattivo tempo, se non ci fosse questo gioco al massacro economico in mano a certi personaggi, allora anche a me piacerebbe pensare che i problemi principali del paese sono i guai giudiziari di un uomo. solo che se così fosse il gioco durerebbe poco, perché in una democrazia sana berlusconi non potrebbe durare più di una legislatura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...