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29 Gennaio 2010

“Rino Gaetano fascista” è una di quelle tesi che fanno scalpore. Eppure questo è quello che suggerirebbero migliaia di locandine che hanno campeggiato e continuano a campeggiare nelle mura delle nostre città. Il manifesto (lo stesso riportato qui accanto) riprende una foto di Rino solarizzata, come va tanto di moda adesso, con in basso a sinistra la scritta: «Rino Gaetano 29 ottobre 1950 – 2 giugno 1981», in basso a destra il simbolo di CasaPound e sullo sfondo un cielo sempre più blu. Un’iconografia piuttosto semplice e riconoscibile che ha fatto saltare sulla sedia i fan, ma non solo, del cautore crotonese (e romano d’adozione). “Ma come?” si domandano in molti. Cosa diavolo ci fa Rino Gaetano con i neofascisti di CasaPound? Che c’azzecca?

Naturalmente le reazioni non si sono fatte aspettare. Partorite da un insieme di sensazioni che comprendevano l’incredulità accompagnata anche da una certa curiosità morbosa, e soprattutto lo sdegno di un gesto nell’apparenza ingiustificabile. Ma anche l’imbarazzo di essersi persi qualcosa, come se si ignorasse un passaggio, una canzone, o forse solo un verso, nel quale il nostro Rino, pace all’anima sua, magari avesse espresso una qualche strana simpatia nostalgica. Certo, sembra strano, ma vai mai a sapere… il mondo dopotutto è imprevedibile. E allora, per non farsi prendere in contropiede, via alla stagione della “filologia Gaetana”, alla ricerca testuale o meno di un qualche riferimento, di un qualsiasi cavillo capace di giustificare il motivo, seppur recondito, che ha portato CasaPound a servirsi di un tale santino per farsi pubblicità. A colpi di spogli lessicali e analisi pedisseque di ogni centimetro d’inchiostro, qualcuno è pure giunto a dichiarare che sì, forse il cantautore crotonese un qualcosina di suo ce l’ha messo. Lungi da dargli propriamente del camerata, questi frustrati figuri sono riusciti persino a coniare neologismi geniali. Ecco perché svegliarsi una mattina può significare accorgersi che Rino Gaetano è un “criptofascista”. Una tesi così raffinata e suggestiva che manco il Dan Brown più ubriaco di dietrologia… eppure, come se non fosse abbastanza, a rincarare la dose di merda spalata sopra la bara del cantautore, ci ha pensato il suo caro amico Venditti. Proprio così, quell’Antonello Venditti lì, principe del “buon gusto”, quello del «Perché Dio ha fatto la Calabria?» (ad esempio per dare i natali a Rino Gaetano, mentre è il Lazio a partorire idioti con occhiali a goccia fumé), quello che si vanta di essere pappa e ciccia con il compagno di lotte Fausto Bertinotti così come con le isole Maldive (ma per carità nun ce l’annate a dillo a Fausto eh). Lo stesso abbronzatissimo Venditti che, in occasione della fiction Rai su Gaetano spara a zero: «guardate che Rino era un cocainomane». Tralasciando il fatto che tutti i biografi del cantautore sanno dei giri loschi che ha amato frequentare in vita, a questo puntoprendiamo  atto che: meglio essere cocainomani, calabresi e crotonesi che Venditti (certe cose te le strappano proprio fuori di bocca…). 

Insomma, il nostro Rino, come avete capito da soli, è lì che non si da pace e continua a rivoltarsi tre metri sottoterra. Anche quando in sua difesa scendono in campo i partigiani antifascisti che schierandosi apertamente contro i nemici di sempre tuonano che Rino era invece un proletario, passato dalla giovanile adesione al Partito Radicale, alla partecipazione attiva di Autonomia Operaia, delle radio di movimento e della rivolta del ’77. Aridaje… e allora via con il tiro alla fune, Gaetano nero-Gaetano rosso… E invece no. Perché sorprendentemente quelli di CasaPound non cadono nel tranello della disputa politica. E agli anatemi dei compagni rispondono: «Embé? E a noi che cce frega?». Sarà, ma questa risposta è stata la cosa più saggia e logica pronunciata finora in questo penoso dibattito. Ecco che finalmente si fa tutto più chiaro. Perché avere a che fare con i camerati non bisogna fare gli empirici e tanto meno i pignoli. Perché CasaPound ha adottato il santino di Gaetano per il semplice motivo che «a noi cce piace e del resto ce ne sbattiamo er c…». Perché anche lui come loro era un poeta del popolo. Perché anche lui come loro parlava di mutuo sociale, di pane gratuito e del diritto a una casa per tutti. Ma un momento… non sono questi i temi tradizionalmente cari alla punkaglia dei centri sociali? Certo, ma ora che a sinistra la lotta di classe è divenuta demodè eccola che è passata di mano ai cugini neri. Hai capito… E così, dopo il popolo palestinese, Che Guevara, Fidel Castro, Tolkien e Stephen King, i fascifuturisti sono pronti ad appropriarsi del loro prossimo testimonial anticonformista. E questa volta è toccato a Rino Gaetano. C’è da sospirare, è vero. Ma d’altronde cosa mai ci si potrebbe aspettare da coloro che prima del cantautore avevano annoverato tra le loro fila legionarie niente popò di meno che Capitan Harlock?  

Tirando le somme, dopo aver sguazzato a lungo in questo fango, personalmente affermo che, fascisterie a parte, se fossi nei panni di Gaetano ci chiuderei un occhio. Anzi due. Perché il mondo che lui ha lasciato è ancora quel baraccone isterico, capace di fagocitare tutto e tutti nella propria demente pazzia. Quindi inutile prendersela per così poco. E poi, a dirla tutta, troverei più offensivo un dj Modella che fa i soldi pigliando uno dei miei più grandi successi per esaltare, al ritmo di tunz tunz, maniche di giovani scoppiati che nulla hanno a che fare con la mia musica, piuttosto che con la strana fantasia di un manipolo di nerboruti e nostalgici idealisti. Anche se, bisogna dirlo, i panni neri cuciti addosso, soprattutto da morti, danno un certo fastidio. Tuttavia il nostro, c’è da dire anche questo, li avrebbe sicuramente indossati con la stoffa e l’istrionica e disinvolta eleganza di un guitto, come fece nel ‘78 quando si presentò sopra il palco dell’Ariston con cilindro, frac e ukulele. Ma purtroppo lui non c’è più e un Gaetano vestito da balilla ad allietare il Sanremo delle mummie imbellettate sarà uno spettacolo straordinario che nessuno potrà mai essere in grado di regalarci. 
Nemmeno quei monellacci di CasaPound.

P.S.: Per la cronaca i fascisti ce l’hanno già il loro cantautore nero (pure quello schiattato), ovvero Massimo Morsello, nei secoli fedele. Ma il neofascismo offre anche un repertorio musicale inaspettatamente ricco e variegato, che va dagli Amici del Vento agli Hobbit (e per rimanere in tema La Compagnia dell’Anello, padovani), dai 270bis (il cantante-leader Marcello de Angelis, ora parlamentare del Pdl, fratello di Nanni fondatore di Terza Posizione) passando per l’Oi dei Legittima Offesa. Senza naturalmente contare gli ZetaZeroAlfa di Gianluca Iannone, capoccia di CasaPound. Quindi vi chiederete: “e allora perché scomodare il povero Rino Gaetano che non può nemmeno difendersi da un tale richiamo alle armi?” Risposta: dite così perché evidentemente non avete mai ascoltato tutta questa merda.

Alberto Bullado

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5 thoughts on “Rino Gaetano fascista?

  1. Pingback: Giù le mani dai morti! Quando il cantautorato diventa hit da oratorio « il blog di alberto bullado

  2. La figura di Rino Gaetano è stata “adottata” da Casapound anche in virtù
    dei suoi sputtanamenti di poteri vari nelle sue canzoni:
    non solo parlamentari o “potenti” vari,ma anche associazioni massoniche
    (come la rosa rossa,citata spessissimo da Rino).

    Casapound ha difatti ospitato varie conferenze su questo tema di solito,
    nella migliore delle ipotesi,ignorato(quando non bisfrattato è
    bollato di “complottismo schizofrenico”).
    Essendo Casapound,come tutti i movimenti definiti “neo-fascisti”,
    anti-massonico,ha preso Rino Gaetano come simbolo
    della lotta alla massoneria.

    • rino gaetano icona neofascista antimassonica: stupendo. ti ringrazio x la dritta, questa mi mancava. lunga vita a casapound! apresto!

  3. Penso che Rino Gaetano sia stato preso come simbolo da Casapound oltre che per la sua lotta alla Massoneria… Anche per la sua presa di distanza da destra e sinistra politica. Stessa cosa che dice di fare Casapound… Lungi da me difendere Casapound eh, la mia vuole essere solo una chiave di lettura ;) Ciao, complimenti per il blog

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