World Wide Web War, la jihad online
Mentre il file sharing diventa una religione, minacciose leggi contro la pirateria online mettono a rischio la libertà di internet. La vera rivoluzione al giorno d’oggi corre sul filo del web e sulle vene ingrossate di milioni di internauti che non hanno fatto a tempo di guardare l’ultima serie di Lost. Avete presente i grandi quesiti dell’umanità? “Qual è il senso della vita”, “cosa c’è dopo la morte”, “quanto costa”? Bene, da oggi il questionario si arricchisce di un nuovo interrogativo: “sarà possibile vivere senza Megavideo e Megaupload”? Ma non è questo il punto. L’impressione è che per la prima volta nella storia contemporanea una protesta globale possa avere il coltello dalla parte del manico. Gli hacker sembrano fare sul serio. Steremo a vedere se si tratterà di un vero e proprio Armageddon o di una gang bang di nerd.
La vera rivoluzione al giorno d’oggi corre sul filo del web e sulle vene ingrossate di milioni di internauti che non hanno fatto a tempo di guardare l’ultima serie di Lost. Avete presente i grandi quesiti dell’umanità? “Qual è il senso della vita”, “cosa c’è dopo la morte”, “quanto costa”? Bene, da oggi il questionario si arricchisce di un nuovo interrogativo: “sarà possibile vivere senza Megavideo e Megaupload”? Ma non è questo il punto. Internet, come qualsiasi prodotto del progresso, da lusso si è tramutato prima in uno strumento di massa e poi, di conseguenza, a bene inestimabile ed inalienabile della civiltà. Un processo che fa parte integrante del postmoderno: ovvero la tecnologia che si converte in un’app indispensabile della modernità e dell’evoluzione della specie. Una volta, quando l’uomo era davvero in grado di cambiare le sorti del proprio futuro, si era soliti urlare in punta di picca “Liberté, Égalité, Fraternité!” e questo era quanto bastava per far reggere l’intera baracca della democrazia. Ora non c’è da meravigliarsi se…
